In questo Blog, potrete rimanere aggiornati sulle numerose attività che si eseguono durante le ore di lezione.
giovedì 5 giugno 2014
martedì 3 giugno 2014
OMICIDIO IN CASA
Il giorno 7 Agosto
1928 in una casa abbandonata e fatiscente fu commesso un omicidio. Due ciclisti
passando dia là videro, per caso, questa casa abbandonata e si incuriosirono.
Scesero dalla bici ed entrarono a controllare cosa c’era all’interno; si
trovarono così dinanzi ad un corpo disteso per terra; uno dei due ciclisti salì
al secondo piano e vide un uomo incappucciato, armato fino ai denti, cercò di
sparargli ma lo mancò, e il ladro scappò dalla casa. Quando si ritrovarono i
due ciclisti decisero che era meglio chiamare il detective John che arrivò dopo
un’ora con il suo assistente Frank. Appena fu possibile gli raccontarono dell’accaduto,
e quelli iniziarono subito le loro indagini. Frank perlustrò il perimetro della
casa e notò un pezzetto di stoffa nera sul pavimento, lo raccolse e andò veloce
da John per mostrargli ciò che aveva trovato, ma vide che John guardava fisso
in un punto della casa e l’assistente volle sapere cosa guardava. A quel punto
John gli disse: ”Guarda lì c’è un pezzetto di unghia.” Frank andò presso il
cadavere e vide che alle mani non mancava neanche un’unghia e lo riferì a John. Si
decise così di portarlo alla scientifica della città per farlo analizzare. Dopo
due giorni Frank si recò a casa della vittima e pronunciò il seguente nome “Johnny
Crick”, lo conoscete? La famiglia rispose che si trattava di un ex fidanzato
che abitava vicino alla casa abbandonata. Frank si precipitò a riferire a John
tutto quello che aveva scoperto. Poi chiamò lo sceriffo ed insieme andarono a
smascherare l’assassino a cui furono messe le manette e condotto in cella.
GAMMARIELLO-COLAMONACO
M.-FORLIANO -FERORRELLI 3 F
Diritti dei bambini
Lo sapevate che tutti i bambini del mondo hanno dei diritti?
Sono raccolti nella Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ratificata dalle Nazioni Unite il 20 novembre del 1989. Si tratta di 54 articoli che stabiliscono i diritti dei ragazzi e i doveri degli adulti nei loro confronti. È importante conoscerli, capirli per poter sempre dire: “Non calpestate i nostri diritti”.
Sono raccolti nella Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ratificata dalle Nazioni Unite il 20 novembre del 1989. Si tratta di 54 articoli che stabiliscono i diritti dei ragazzi e i doveri degli adulti nei loro confronti. È importante conoscerli, capirli per poter sempre dire: “Non calpestate i nostri diritti”.
- Uguaglianza
- Protezione
- Identità
- Disabilità
- Nutrizione e cure personali
- Istruzione
- Partecipazione
- Salute
- Minoranze
- Gioco e tempo libero
Ricordo di un trieennio
I miei tre anni!
Questi tre anni sono passati velocemente, così velocemente che mi sembra di calcare un sogno.
Mi vorrei soffermare su un episodio per ogni anno trascorso.
Il primo anno è stato bello incontrare parecchi dei miei compagni di scuola primaria. Abbiamo partecipato al viaggio di istruzione a Kailos nel Salento dove abbiamo rivissuto alcune atmosfere storiche greco-romane-medievali. Il mio amico Marco si è distinto nel lancio del giavellotto guadagnandosi una bella corona d'alloro e l'applauso del pubblico partecipante.
In seconda abbiamo realizzato uno spettacolo di fine anno sulle maschere settecentesche tradizionali, in cui io interpretavo Brighella è stato molto entusiasmante anche perché a vederci c'erano i nostri genitori che hanno immortalato le nostre performance arricchendo la nostra bacheca dei ricordi.
In terza media sono stata invitata a realizzare un cartellone di accoglienza per le future classi prime insieme a Maria e Ida con le quali mi sono divertita. Ho partecipato con entusiasmo allo spettacolo natalizio il quale mi è piaciuto tantissimo. A primavera ho letto la poesia di Madre Teresa di Calcutta che mi ha commosso molto per il messaggio che ci voleva comunicare.
Spero che l'anno si possa chiudere in serenità nonostante i problemi che abbiamo vissuto e superato in questo triennio.
Questi tre anni sono passati velocemente, così velocemente che mi sembra di calcare un sogno.
Mi vorrei soffermare su un episodio per ogni anno trascorso.
Il primo anno è stato bello incontrare parecchi dei miei compagni di scuola primaria. Abbiamo partecipato al viaggio di istruzione a Kailos nel Salento dove abbiamo rivissuto alcune atmosfere storiche greco-romane-medievali. Il mio amico Marco si è distinto nel lancio del giavellotto guadagnandosi una bella corona d'alloro e l'applauso del pubblico partecipante.
In seconda abbiamo realizzato uno spettacolo di fine anno sulle maschere settecentesche tradizionali, in cui io interpretavo Brighella è stato molto entusiasmante anche perché a vederci c'erano i nostri genitori che hanno immortalato le nostre performance arricchendo la nostra bacheca dei ricordi.
In terza media sono stata invitata a realizzare un cartellone di accoglienza per le future classi prime insieme a Maria e Ida con le quali mi sono divertita. Ho partecipato con entusiasmo allo spettacolo natalizio il quale mi è piaciuto tantissimo. A primavera ho letto la poesia di Madre Teresa di Calcutta che mi ha commosso molto per il messaggio che ci voleva comunicare.
Spero che l'anno si possa chiudere in serenità nonostante i problemi che abbiamo vissuto e superato in questo triennio.
Ilaria Lorusso
Non calpestate i nostri diritti!
NON CALPESTATE I NOSTRI DIRITTI!
Cari bambini, cari ragazzi,
saper leggere vuol dire che c’è qualcuno che vi ha insegnato a farlo, che siete potuti andare a scuola.
Molti bambini, in tante parti del mondo, purtroppo non vanno a scuola perché non ci sono scuole abbastanza vicine, perché i genitori sono poveri e hanno bisogno che i loro figli lavorino o che vadano a prendere l’acqua e la legna per cucinare perché non c’è il gas che arriva in casa, non ci sono bombole da comprare o se ci sono costano troppo, non c’è acqua corrente e i pozzi sono spesso molto lontani.
Se la presenza di una bella giornata di sole per voi può essere l’occasione per una vacanza, in molti paesi, invece è il troppo caldo che causa siccità che spingono intere popolazioni a spostarsi in altri territori dove è difficile avere la possibilità di studiare.
Siete fortunati perché ci vedete, mentre nei paesi poveri tanti bambini si ammalano di cataratta, una specie di velo che copre gli occhi e che da noi si cura facilmente così come lo sarebbe anche da loro, ma i costi non sono per loro sostenibili, molte sono le famiglie che non possono recarsi negli ospedali e possono sperare solo nelle cure gratuite di medici volontari. Siete fortunati perché siete vivi: tanti bambini nei paesi poveri muoiono di malattie infettive che gli vengono trasmesse dalle mamme già durante la gestazione e poi con il parto diventano più fragili, come l’AIDS che potrebbe essere evitata o tenuta sotto controllo, o come la malaria che viene trasmessa dalle zanzare tramite le loro punture da una persona malata a una sana.
E poi la fame, la scarsità di cibo che non favorisce le aspettative di vita.
In certi paesi, bambini di 10 anni, possono essere imprigionati solo perché hanno rubato qualcosa per sfamarsi. Ci sono bambini che i genitori vendono per ignoranza e per miseria e, in molti casi, sono destinati a una brutta fine, possono diventare piccoli schiavi costretti a lavori faticosi, oppure vengono dati in adozione sperando che questa scelta dia loro la possibilità di poter vivere una vita migliore, ma non sempre chi li accoglie è degno di farlo.
Vi ho offerto un quadro forse un po’ pessimistico della situazione, ma ritengono che voi siate ragazzi sensibili e che i vostri insegnanti vi abbiano abituato con il giusto linguaggio a parlare di questi problemi e che quindi siate d’accordo che tutto questo non dovrebbe più accadere: i bambini devono avere cibo, cure sanitarie, istruzione, non devono essere sfruttati in lavori troppo pesanti, devono avere tempo per studiare, per giocare, per far maturare la loro fantasia.
Se i genitori non ci sono più, o sono troppo poveri per mantenerli, devono poter essere adottati da persone affettuose, buone e responsabili. Questi e altri principi sono contenuti nella Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che è stata approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite venti anni fa, il 20 novembre del 1989: l’Organizzazione delle Nazioni Unite, cioè l’ONU, riunisce tutti i paesi del mondo e gli stati che firmano e si impegnano a rispettare e far rispettare questa Convenzione, cioè questo insieme di principi e di regole che riguardano non solo i bambini piccoli, ma anche i ragazzi che non hanno compiuto diciotto anni. Leggendo questa Convenzione, che è composta da 54 articoli con bellissime enunciazioni, mi ha colpito molto una espressione che ricorre in tante parti importanti e cioè che questi DIRITTI devono essere fatti valere “nella misura del possibile”. Mi sarebbe piaciuto leggere che trattandosi di diritti di bambini e di minori, in sostanza del futuro della nostra specie, tali diritti venissero fatti valere “nella misura dell’impossibile”. Mi rendo conto che questa può essere considerata un’ illusione, una pura fantasia, ma ritengo che l’impegno a rendere concreti questi diritti non sia troppo lontano.
Fatima Ben Nasr 3F 22/05/2014
Altamura 28/05/2014
Cari bambini, cari ragazzi,
saper leggere vuol dire che c’è qualcuno che vi ha insegnato a farlo, che siete potuti andare a scuola.
Molti bambini, in tante parti del mondo, purtroppo non vanno a scuola perché non ci sono scuole abbastanza vicine, perché i genitori sono poveri e hanno bisogno che i loro figli lavorino o che vadano a prendere l’acqua e la legna per cucinare perché non c’è il gas che arriva in casa, non ci sono bombole da comprare o se ci sono costano troppo, non c’è acqua corrente e i pozzi sono spesso molto lontani.
Se la presenza di una bella giornata di sole per voi può essere l’occasione per una vacanza, in molti paesi, invece è il troppo caldo che causa siccità che spingono intere popolazioni a spostarsi in altri territori dove è difficile avere la possibilità di studiare.
Siete fortunati perché ci vedete, mentre nei paesi poveri tanti bambini si ammalano di cataratta, una specie di velo che copre gli occhi e che da noi si cura facilmente così come lo sarebbe anche da loro, ma i costi non sono per loro sostenibili, molte sono le famiglie che non possono recarsi negli ospedali e possono sperare solo nelle cure gratuite di medici volontari. Siete fortunati perché siete vivi: tanti bambini nei paesi poveri muoiono di malattie infettive che gli vengono trasmesse dalle mamme già durante la gestazione e poi con il parto diventano più fragili, come l’AIDS che potrebbe essere evitata o tenuta sotto controllo, o come la malaria che viene trasmessa dalle zanzare tramite le loro punture da una persona malata a una sana.
E poi la fame, la scarsità di cibo che non favorisce le aspettative di vita.
In certi paesi, bambini di 10 anni, possono essere imprigionati solo perché hanno rubato qualcosa per sfamarsi. Ci sono bambini che i genitori vendono per ignoranza e per miseria e, in molti casi, sono destinati a una brutta fine, possono diventare piccoli schiavi costretti a lavori faticosi, oppure vengono dati in adozione sperando che questa scelta dia loro la possibilità di poter vivere una vita migliore, ma non sempre chi li accoglie è degno di farlo.
Vi ho offerto un quadro forse un po’ pessimistico della situazione, ma ritengono che voi siate ragazzi sensibili e che i vostri insegnanti vi abbiano abituato con il giusto linguaggio a parlare di questi problemi e che quindi siate d’accordo che tutto questo non dovrebbe più accadere: i bambini devono avere cibo, cure sanitarie, istruzione, non devono essere sfruttati in lavori troppo pesanti, devono avere tempo per studiare, per giocare, per far maturare la loro fantasia.
Se i genitori non ci sono più, o sono troppo poveri per mantenerli, devono poter essere adottati da persone affettuose, buone e responsabili. Questi e altri principi sono contenuti nella Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che è stata approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite venti anni fa, il 20 novembre del 1989: l’Organizzazione delle Nazioni Unite, cioè l’ONU, riunisce tutti i paesi del mondo e gli stati che firmano e si impegnano a rispettare e far rispettare questa Convenzione, cioè questo insieme di principi e di regole che riguardano non solo i bambini piccoli, ma anche i ragazzi che non hanno compiuto diciotto anni. Leggendo questa Convenzione, che è composta da 54 articoli con bellissime enunciazioni, mi ha colpito molto una espressione che ricorre in tante parti importanti e cioè che questi DIRITTI devono essere fatti valere “nella misura del possibile”. Mi sarebbe piaciuto leggere che trattandosi di diritti di bambini e di minori, in sostanza del futuro della nostra specie, tali diritti venissero fatti valere “nella misura dell’impossibile”. Mi rendo conto che questa può essere considerata un’ illusione, una pura fantasia, ma ritengo che l’impegno a rendere concreti questi diritti non sia troppo lontano.
Fatima Ben Nasr 3F 22/05/2014
IL MIO RICORDO DELLA SCUOLA
QUI A SCRIVERE SIAMO IO DOMY E MARCO LIVRIERI, OGGI CI CHIEDEVAMO SE CI RICORDEREMO DEI BELLI E BRUTTI MOMENTI TRASCORSI A SCUOLA.
NOI DUE VORREMMO RACCONTARVI QUALCHE NOSTRO RICORDO (sia bello che brutto) che abbiamo vissuto nella nostra scuola.
momenti belli:
Marco: il mio momento più bello è stato quando partecipai ad un concorso di poesia:"NATALE DI GIOIA " e, dopo qualche giorno, ho ricevuto una comunicazione in cui c'era scritto che ero arrivato al secondo posto in classifica, mentre una nostra amica Ilaria era arrivata al terzo posto
DOMY: i miei momenti più belli sono quasi tutti i giorni, perché io la mia vita la vivo sempre sul positivo e no negativo come disse il papa Woytila prendi la tua vita e ogni giorno fanne un capolavoro ;)
momenti brutti
Marco:il mio peggiore momento è stato quando ricevevo voti sui compiti in classe molto negativi
DOMY: il mio momento meno piacevole é stato quello di aver fatto del male a una ragazza perché mi aveva alzato le mani(anche se io le avevo detto una cosa spiacevole)é stato un brutto periodo
speriamo di sostenere un esame nel modo migliore e proseguire gli studi in modo sereno cosi di poter vivere una felice vacanza tra parenti ed amici.:)
NOI DUE VORREMMO RACCONTARVI QUALCHE NOSTRO RICORDO (sia bello che brutto) che abbiamo vissuto nella nostra scuola.
momenti belli:
Marco: il mio momento più bello è stato quando partecipai ad un concorso di poesia:"NATALE DI GIOIA " e, dopo qualche giorno, ho ricevuto una comunicazione in cui c'era scritto che ero arrivato al secondo posto in classifica, mentre una nostra amica Ilaria era arrivata al terzo posto
DOMY: i miei momenti più belli sono quasi tutti i giorni, perché io la mia vita la vivo sempre sul positivo e no negativo come disse il papa Woytila prendi la tua vita e ogni giorno fanne un capolavoro ;)
momenti brutti
Marco:il mio peggiore momento è stato quando ricevevo voti sui compiti in classe molto negativi
DOMY: il mio momento meno piacevole é stato quello di aver fatto del male a una ragazza perché mi aveva alzato le mani(anche se io le avevo detto una cosa spiacevole)é stato un brutto periodo
speriamo di sostenere un esame nel modo migliore e proseguire gli studi in modo sereno cosi di poter vivere una felice vacanza tra parenti ed amici.:)
Iscriviti a:
Post (Atom)